Cosa fare se hai avuto contatti con un positivo?

Cosa s’intende per contatto stretto? Che differenza c’è tra isolamento e quarantena? Chi devo avvisare se sono positivo? Se mio figlio ha avuto un contatto con un amico positivo? Tutte le risposte

Regna ancora la confusione alla domanda cosa fare se hai avuto contatti con un positivo, anche se ormai sono passati mesi dallo scoppio della pandemia. Innanzitutto bisogna partire con alcune definizione, come cosa s’intenda per contatto stretto e quale sia la differenza tra isolamento e quarantena.

Chi è un contatto stretto?

Per rispondere a questa domanda bisogna rifarsi al ministero della Salute. È contatto stretto:

    • una persona che viva nella stessa abitazione di un caso di Covid-19 o anche chi abbia avuto un contatto fisico diretto con un positivo.
    • Rientra in questa categoria anche chi abbia toccato un fazzoletto usato a mani nudi,
    • o chi abbia parlato per più di un quarto d’ora a una distanza inferiore ai due metri con una persona positiva.
  • Anche chi si sia trovato in un luogo chiuso senza indossare i dispositivi di protezione individuali con una persona positiva.
  • Si considera contatto stretto anche chi abbia viaggiato in aereo nei posti vicini a un caso positivo al coronavirus.
  • Comunque è sempre l’autorità sanitaria che deve confermare o meno lo status di contatto stretto.

Qual è la differenza tra quarantena e isolamento?

La quarantena riguarda le persone sane entrate in contatto con un positivo, che potrebbero essere potenzialmente esposte al rischio infettivo. L’obiettivo è vigilare sull’eventuale comparsa di sintomi. Chi è in quarantena deve evitare contatti con chiunque per la durata del periodo di incubazione del coronavirus.

L’isolamento invece interessa i casi accertati di contagi di Covid-19, che siano quindi risultati positivi al test molecolare. Devono separarsi dalla comunità, isolandosi anche dai parenti conviventi.

Sono entrato in contatto con un positivo: cosa fare?

La prima cosa da fare è entrare subito in quarantena. Quindi restare a casa, il più possibile isolato dagli altri. In genere scopriamo di essere entrati in contatto con un positivo perché ci contatta l’azienda sanitaria locale o perché la persona positiva ci avverte. La nuova tendenza è di sottoporre a tampone solo chi dopo il contatto presenta sintomi, anche lievi. Chi rimane asintomatico può uscire dalla quarantena:

  • dopo 10 giorni sottoponendosi a un test molecolare o antigenico che deve risultare negativo;
  • senza alcun test se si aspettano 14 giorni.

Se si risulta positivi al tampone, anche se asintomatici, la quarantena diventa isolamento. Se si resta asintomatici, l’isolamento dura per dieci giorni dai risultati del tampone. A questo punto si può fare un altro tampone. Se negativo, si esce dall’isolamento.

Anche chi abbia sintomi lievi può sottoporsi a un nuovo test dopo giorni dai risultati del primo tampone, se da almeno tre giorni non si hanno più sintomi.

Chi abbia sviluppato sintomi gravi invece è gestito direttamente dall’Azienza Sanitaria Locale o dall’ospedale se è stato necessario il ricovero.

Se un mio contatto stretto ha avuto contatto con un positivo?

Questa domanda è la più insidiosa. In pratica cosa devo fare se mio figlio ha avuto un contatto con un suo amico positivo? Oppure se un collega di mio marito è entrato in contatto con un contagiato? A mettersi in quarantena è solo il contatto stretto del positivo. Così nel caso della moglie, sarà solo il marito che dovrà stare in quarantena e non lei. Nel senso che non c’è alcun obbligo di legge. C’è però il rischio che poi lei possa essere contagiata dal marito e andando al lavoro possa fare lo stesso con i suoi colleghi. Tutto cambia naturalmente se nell’esempio in questione il marito dovesse poi risultare positivo. In quel caso lui va in isolamento e lei in quarantena e così via.

Sono entrato in contatto con un positivo e me lo dice Immuni

In questo caso non ci sono regole che valgono su tutto il territorio nazionale. Insomma, dipende dalla regione in cui si risiede. Molte non hanno sviluppato protocolli ad hoc. Il ministero della Salute raccomanda però chi sia stato raggiunto da un avviso dell’applicazione di mettersi subito in contatto con il proprio medico di famiglia o con il pediatra.

Mio figlio è entrato in contatto con un positivo a scuola: che fare?

La scuola ha deciso di avere regole diverse. Qui entra in gioco il Referente scolastico per Covid. In caso di un alunno o di un insegnante positivo sarà lui a inviare al Dipartimento di prevenzione la lista dei compagni di classe e degli altri insegnanti entrati in contatto con il caso positivo nelle 48 ore precedenti alla comparsa dei primi sintomi. Il Dipartimento deciderà caso per caso, decidendo anche di prescrivere tamponi. I giorni per l’eventuale quarantena o isolamento partono da quello dell’assenza del caso positivo e non dal risultato del tampone come avviene invece per gli altri casi.

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